CORREZIONI CHIRURICHE IN CHIRURGIA NASALE: RINOPLASTICA SECONDARIA E TERZIARIA.

La rinoplastica è tra le procedure più complesse in chirurgia plastica estetica. Il naso, infatti, occupa una posizione centrale nel contesto della morfologia facciale.

Questo tipo di intervento risulta essere in cima alle classifiche per quanto concerne la richiesta da parte dei pazienti che sempre più numerosi ricorrono al bisturi per migliorare le curve del proprio naso.

D’altra parte, l’espansione globale dei social networks costituisce un mezzo di confronto costante per pazienti potenziali e non che ricercano informazioni navigando su forum vari e sfogliano le pagine Instagram e Facebook di personaggi noti e meno noti.

I pazienti di oggi infatti, sono dei pazienti informati e molto esigenti.

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L’indice di revisione chirurgica in rinoplastica varia a seconda delle casistiche e dei chirurghi. In caso di chirurghi esperti, le revisioni chirurgiche maggiori sono inferiori all’1%. Per revisioni minori, s’intendono invece tutte quelle procedure eseguite ambulatorialmente (filler, raspature di piccoli calli ossei) che hanno lo scopo di migliorare ulteriormente il risultato finale di una rinoplastica.
Come dicevo, seppur rare, le revisioni chirurgiche maggiori continuano ad essere effettuato. Si è costretti spesso a ricostruire nasi danneggiati altrove in seguito ad interventi mal eseguiti.
Le più comuni deformità nasali iatrogene (da pregresso intervento) sono:
-insellamento eccessivo da over-resezione del dorso
-deformità a V invertita da eccessiva resezione delle cartilagini triangolari (Upper Lateral Cartilages)
-asimmetrie MARCATE e non esistenti nelle foto preoperatorie di punta e narici
-difficoltà respiratorie, etc..
La chirurgia di un naso già operato prevede l’utilizzo di cartilagine necessaria per ricostruire le parti mancanti. La sede di prelievo principale è costituita dal setto. Spesso quest’ultimo è però gia stato in parte utilizzato nel pregresso intervento per cui può risultare indisponibile.
Altre fonti di cartilagine autologa sono le orecchie e le coste. Personalmente preferisco prelevare, laddove vi sia indicazione, un porzione di parte cartilaginea della costa (solitamente tra III e V) che mi consente di avere a disposizione una grande quantità di materiale da innestare.
Utile a questo scopo, è il cosiddetto metodo “diced cartilage” ovvero la frammentazione della cartilagine in minicubi che vengono usati come materiale riempitivo al fine di colmare difetti preesistenti. i frammenti di cartilagine “diced” possono essere amalgmati con il PRF (Platelet-Rich Fibrin) un potente gel amalgmante prelevato dallo stesso paziente.
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Allestimento degli innesti prelevati dalla cartilagine costale

CASO CLINICO

Vi propongo il caso clinico di una paziente gìà sottoposta  a n°2 interventi di rinosettoplastica con esiti sfavorevoli. Dall’esame obiettivo possiamo notare:

-iper-resezione del dorso che appare irregolare

-iper-proiezione della punta

-presenza di deformità della regione chiamata supratip

 

CORREZIONE CHIRURGICA  (FOTOGRAFIA POSTOPERATORIA A 9 MESI)

 

 

 

RINOSETTOPLASTICA TERZIARA CON RICOSTRUZIONE DEL DORSO E DELLA PUNTA.

 

innesti utilizzati:

-spreader grafts, columellar strut graft, alar strut graft, fascia temporale profonda.