Otoplastica

L’intervento di  otoplastica è finalizzato alla correzione delle orecchie a sventola. La malformazione può causare notevoli disagi psicologici nel bambino soprattutto in età scolare. I bambini sono infatti spesso derisi dai compagni di scuola per la deformità.

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Non è un caso se, dal punto di vista psicologico, dopo l’intervento di correzione i pazienti avvertano un aumento dell’autostima e della fiducia in se stessi.

L’orecchio prominente è dovuto ad un iposviluppo di una struttura chiamata antielice, a cui può essere associata un’ipertrofia della conca più o meno marcata. L’orecchio esterno o padiglione auricolare è formato da cartilagine con le sue convessità e concavità da forma all’orecchio. La sola rimozione della cute non è sufficiente per la correzione dell’orecchio a sventola, per cui si rende necessario il rimodellamento dello scheletro cartilagineo. Le tecniche maggiormente impiegate per la correzione della deformità si dividono in due categorie.

Tecniche con suture (Mustarde-Furnas) in cui la cartilagine viene posteriormente ripiegata su se stessa con 3-4 suture tra la regione della scafa e la conca per ricreare la piega dell’antielice e tra la conca e la mastoide per ridurre l’iperproiezione della conca. Le tecniche con suture sono molto utili e ridotte da una minore percentuale di complicanze come l’ematoma Si è dimostrato però che le suture possono cedere e la cartilagine, che ha una “memoria” intrinseca data dalle sue fibre elastiche, può ritornare ad essere deformata con conseguente recidiva della condizione.

Tecniche basate sull’indebolimento o scoring della cartilagine (Chongchet-Stenstrom) in cui vengono effettuati, a livello della faccia anteriore della cartilagine, dei piccoli tagli che permettono all’orecchio di piegarsi all’indietro ricostituendo l’antielice. E’ necessaria un medicazione compressiva e talvolta il posizionamento di un piccolo drenaggio per evitare complicanze immediate come l’ematoma, che è dovita all’ampia superficie di scollamento.

L’intervento viene eseguito nel bambino fino ai 8-10 anni in anestesia generale, nei restanti casi può essere eseguito in anestesia locale con senza sedazione.

reccLa cicatrice ricade nella parte posteriore del padiglione auricolare ed è pressapoco invisibile. Il paziente alla fine dell’intervento sarà fasciato con una benda elastica che sarà rimossa dopo il primo giorno per controllare la presenza di eventuali raccolte ematiche. Il successivi bendaggio viene mantenuto per 6 giorni. Nelle successive tre settimane viene applicata una “fascia da tennis” durante tutto il giorno prima e durante le ore notturne poi.

 

 


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