Lifting del viso e del collo

Il lifting del viso combinato o meno al lifting del collo rappresenta uno dei procedimenti chirurgici maggiormente realizzati in chirurgia plastica estetica. Le tecniche sono svariate ed è necessaria una opportuna selezione dei pazienti per i quali deve essere scelta la tecnica più adeguata.

E’ impossibile avere uno sguardo generale sul lifting cervico-facciale se dapprima non si conoscono i fenomeni principali che si verificano con l’invecchiamento del volto e delle strutture ad esso correlate.


L’INVECCHIAMENTO FACCIALE

 Con il passare del tempo e l’avanzare dell’età il volto subisce una serie di cambiamenti che sono accelerati da altri fattori quali la predisposizione genetica, l’esposizione solare cronica, il fumo di sigaretta, l’abuso di stupefacenti. I tessuti molli perdono la consistenza ed il turgore tipici della gioventù. I depositi di grasso sottocutaneo (fat pads) diventano più evidenti prolassando verso l’esterno. Questo si verifica a livello delle palpebre inferiori e superiori, così come a livello delle guance (buccal fat pad) e della regione mandibolare (jowls). Contemporaneamente si formano rughe sempre più marcate, processo dovuto alla perdita del tono elastico della cute.


invecchiamento del viso

Il cedimento dei legamenti facciali è un altro fattore che contribuisce moltissimo al processo di invecchiamento. Il periostio dello scheletro facciale è collegato al derma della cute grazie ai legamenti facciali (retaining ligaments) che consentono ai tessuti molli di essere ben aderenti alle strutture ossee. I principali legamenti sono quello orbicolare, sul pilastro laterale dell’orbita, quello zigomatico sull’arco zigomatico, quello mandibolare sul corpo della mandibola, quello masseterino in corrispondenza dell’omonimo muscolo e infine il legamento auricolo-platismatico che si trova a livello della mastoide.


Ogni lifting facciale, per essere effettivo e soprattutto duraturo, deve essere caratterizzato da un rimaneggiamento chirurgico del Sistema Muscolo-Aponeurotico Superficiale (SMAS) che corrisponde ad un tessuto fibro-adipo-muscolare che si ritrova subito al disotto della cute. Nel colla tale strutture prende il nome di muscolo platisma.


lifting facciale

Lo SMAS ha la funzione di armonizzare e sincronizzare i movimenti dei muscoli mimetici facciali con quelli della cute sovrastante. Durante un lifting infatti, non è sufficiente agire solo sulla pelle ma è necessaria la dissezione, la plicatura o il riposizionamento dello SMAS secondo un vettore postero-superiore. Solo così i risultati di un lifting possono essere stabili nel tempo ed evidenti una volta ultimatosi il processo di guarigione.


 In sintesi l’invecchiamento facciale è caratterizzato dai seguenti fenomeni:

  • Comparsa di rughe frontali e glabellari
  • Caduta della coda del sopracciglio
  • Discesa dei tessuti malari (zigomatici)
  • Ovalizzazione del volto
  • Approfondimento dei solchi naso-genieni
  • Caduta della punta nasale
  • Presenza di borse di grasso perioculari
  • Comparsa delle zampe di gallina (crow’s feet)
  • Atrofia di alcune strutture facciali in taluni pazienti
  • Flaccidità dei tessuti a livello mandibolare (jowls)
  • Aumento dell’adiposità al di sotto del mento
  • Comparsa di bande plastismatiche e rughe a livello del collo

LIFTING FACCIALE CLASSICO

lifting cervico- facciale

Questo tipo di intervento è indicato quando vi è la necessità di agire a livello della regione laterale del collo oltre che del viso. Le incisioni ricadono nella linea dei capelli superiormente, nella regione preauricolare e al di dietro dell’orecchio. La guarigione delle ferite normalmente ottimale. Esse infatti sono quasi del tutto invisibili alcuni mesi dopo l’intervento. La superficie dello scollamento è ampia e pertanto è necessario il posizionamento di due piccoli drenaggi (uno per lato) al fine di favorire l’accollamento dei tessuti, di consentire al chirurgo il monitoraggio delle raccolte di fluidi che si possono formare al di sotto della cute.
Con questa tecnica è possibile modificare lo SMAS con suture (plicature), eliminandone una porzione e suturando i lembi rimanenti (smasectomia) e confezionando un lembo di SMAS che può essere ancorato al periostio delle strutture ossee sottostanti quali arco zigomatico e mastoide al fine di permettere di riposizionare i tessuti seguendo un vettore postero-superiore. L’invecchiamento, come abbiamo detto, è infatti caratterizzato da una discesa (ptosi) dei tessuti che devono essere riposizionati rispettando l’anatomia di base del paziente.

POSTOPERATORIO: Il paziente viene bendato per i primi due giorni i cui vengono mantenuti due piccoli drenaggi. Successivamente viene applicata una maschera elastica da lifting che viene mantenuta per altri 4 giorni. Il gonfiore e la formazione di ecchimosi, come in tutti gli interventi chirurgici quando eseguiti con una manipolazione il meno traumatica possibile dei tessuti, dipendono dal singolo paziente e non sono prevedibili. L’assunzione di compresse di arnica e la modica somministrazione di cortisonici nell’immediato postoperatorio aiuta notevolmente a ridurre il gonfiore. In generale i pazienti ritornano ad una vita normale dopo una settimane, anche se lividure e segni dell’operazione sono ancora evidenti. Alcuni soggetti sono più sensibili di altri, e non volendo farsi notare in giro, rimangono a casa per più tempo. In media i tempi di recupero si aggirano quindi intorno ai 15 giorni.


MACS LIFT

Questa tecnica di lifting del viso, introdotta dal Dr. Tonnard, permette di effettuare un lifting con delle incisioni limitate, senza che queste si estendano nella zona retroauricolare come nel lifting facciale tradizionale. MACS significa Minimal Access Cranial Suspension e sfrutta l’impiego di tre suture che, ancorate ai tessuti profondi della fascia che riveste il muscolo temporale, consentono di riposizionare verso l’alto i tessuti ptotici (cadenti).

vvvv

E’ una delle tecniche meggiormente impiegata, e personalemente è la tecniche che preferisco in molti casi e che ho avuto modo di perfezionare assistendo durante centinaia di operazioni, il Dr. Eugenio Lalinde di Madrid.

POSTOPERATORIO: Simile al lifting tradizionale anche se il gonfiore è di solito presente per meno tempo.


LIFTING DEL TERZO MEDIO

 Sono numerose le tecniche che consentono il riposizionamento dei tessuti del terzo medio del volto permettendo il ringiovanimento della regione zigomatica e delle guance. Questo tipo di liftingo può essere effettuato sfruttando l’incisione subciliare della blefaroplastica inferiore.
immag
I tessuti vengono liberati in un piano avascolare (senza vasi) al di sotto del periostio (membrana che ricopre le ossa di tutto il corpo) e liftati mediante l’impiego di suture. Si tratta di un procedimento sicuro che oggi sempre più richiesto per la sua bassa invasività e la sicurezza dei risultati.

POSTOPERATORIO: Molto rapido e vari a seconda del tipo di intervento. Le ecchimosi, quando presenti, tendono a regredire nel giro di 7-10 giorni.


LIFTING DEL COLLO

Gli accessi chirurgici per il ringiovanimento del colo sono fondamentalmente due. Lateralmente si accede al collo prolungando l’incisione del lifting tradizionale. In questo caso è possibile riposizionare lo SMAS, ottenendo quindi uno stiramento della cute, secondo un vettore postero-laterale, ancorandolo alla mastoide.

collo
Ottimi risultati si ottengono inoltre con la plastica a corsetto del collo che viene effettuata con una piccola incisione a livello submentale. La cute è separata dal muscolo plastisma sottostante che viene plicato su se stesso riducendo notevolmente le bande del collo tipiche dell’invecchiamento.


Le bande platismatiche possono essere distese, anche se in maniera più blanda, con la tossina botulinica che viene iniettata in punti precisi.

sssssss
POSTOPERATORIO: I pazienti recuperano di solito in 5-7 giorni. Spesso il lifting del collo viene combinato con altri interventi di ringiovanimento facciale per cui i tempi di recupero possono allungarsi fino a 30 giorni.