PAZIENTI

MITI SULLA CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA


TUTTI I CHIRURGHI ESTETICI SONO CHIRURGHI PLASTICI

FALSO. La chirurgia estetica nasce dalla chirurgia plastica ricostruttiva. In Italia, così come in tutto il mondo sviluppato, il chirurgo plastico è un professionista che ha ricevuto un ampio training, una ampia formazione, presso una Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica in ambito universitario. Alla Scuola si accede per concorso pubblico, dopo la Laurea in Medicina e Chirurgia e successiva abilitazione alla professione medica. La specializzazione ha una durata di 5 anni in cui il chirurgo plastico si trova a fronteggiare, sotto la guida di un tutor, problematiche cliniche di tipo ricostruttivo ed estetico di qualsiasi entità. Sfortunatamente, in Italia non esiste ancora una legislazione che vieti ai medici-chirurghi non specialisti in Chirurgia Plastica e senza quindi una formazione adeguata alle spalle, di effettuare interventi di chirurgia estetica.  Qualsiasi medico-chirurgo, anche senza specializzazione può effettuare interventi di chirurgia estetica. Questo vale per tutte le branche fatta eccezione per anestesia e radiologia. In Italia un dermatologo, in teoria può fare anche il neurochirurgo. Il chirurgo maxillo-faccciale e l’otorinolaringoiatra costituiscono un’eccezione al riguardo, in quanto la chirurgia estetica del volto e del collo fa parte della loro specialità (ma non quella corporale, ad esempio: aumento mammario, addominoplastica, gluteoplastica), così come la chirurgia estetica delle palpebre rientra nelle competenze dell’oculista. Controllate che il vostro chirugo sia uno specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica sul sito nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri FNOMCeO!


LA CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA NON LASCIA CICATRICI ED E’ INDOLORE

FALSO. Ogni intervento chirurgico prevede un’incisione che guarisce sempre formando una cicatrice. Si è osservato che guarigione delle ferite senza cicatrice avviene solo in un particolare periodo della vita fetale. Il chirurgo plastico tende ad effettuare piccole incisioni in solchi e pieghe anatomici in cui le cicatrici vengono nascoste. L’incisione chirurgica inoltre viene solitamente orientata secondo le linee di Langer  (linee della cute rilassata) che corrispondono per lo più alle rughe senili e sono di solito perpendicolari al vettore del muscolo circostante. La cicatrizzazione è un processo fisiologico complesso in cui intervengono diverse cellule e proteine del nostro organismo. Ogni paziente cicatrizza in maniera distinta. Il chirurgo infatti, nell’effettuare una sutura, accosta i tessuti piano per piano in maniera da ridurre al minimo la tensione cutanea. La cicatrizzazione della ferita se da un lato dipende dalla corretta esecuzione della sutura, dall’altro è influenzata da fattori individuali quali la qualità della cute, lo stato ormonale e nutrizionale, la presenza di patologie croniche come il diabete mellito e la predisposizione genetica a formare cicatrici cheloidee. Altro mito da sfatare è quello della rimozine delle cicatrici con il laser. Non esiste in commercio nessun laser capace di fare questo. Alcuni tipi di cicatrici possono effettivamente attenuarsi con un trattamento appropriato ma mai sparire del tutto.

Ogni intervento chirurgico ha un decorso postoperatorio, che può comportare dolore, gongiore, sensazione di tensione nella regione operata e in taluni casi complicanze. La medicina non è una scienza esatta e ogni trattamento o intervento ha le sue indicazioni. E’ importante essere consapevole dei rischi legati alla chirurgia e diffidare da chi inimizza e dà l’impressione ai pazienti che la chirurgia estetica sia scevra da rischi. E’ vero che i tempi di recupero cambiano a seconda dell’intervento. Un lifting facciale ad esempio è associato a gonfiore (edema) ed ecchimosi nel postoperatorio che vanno man mano scomparendo. Un filler invece, ovvero un’iniezione per riempire e dare forma ad una determinata regione facciale, può essere assofiato ad un leggero gonfiore per circa due giorni e alla formazione di un piccolo livido in corrispondenza del sito d’iniezione. Bisogna inoltre tenere presente che questo tipo di reazioni variano da paziente a paziente.


I DRENAGGI NON SONO NECESSARI NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA E NELL’ADDOMINOPLASTICA E LA LORO RIMOZIONE E’ DOLOROSA

FALSO. Il chirurgo può non usare i drenaggi in alcune circostanze ma, in generale, per interventi come la mastoplastica additiva (soprattutto quando il posizionamento delle protesi è retromuscolare tipo dual-plane) e l’addominoplastica i drenaggi sono necessari. Essi consentono al chirurgo di valutare l’entità della produzione di liquidi siero-ematici e la presenza di un eventuale ematoma. Aiutano inoltre la guarigione in quanto l’aspirazione costante, creando un vuoto, favorisce l’accollamento dei tessuti. Sono rimossi solitamente in seconda giornata; la rimozione non è dolorosa e ha la durata di due secondi circa.


  ULTIMI TRENDS E PREVISIONI IN CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA

Numero di procedimenti chirurgici

OGGI E DOMANI

Negli ultimi anni si è osservato uno shift verso gli interventi poco invasivi e un aumento della polazione over 50, di sesso femminile che si sottopone ad interventi per il ringiovanimento facciale. In previsione, gli interventi di Lipofilling (innesti di grasso autologo), Lifting facciale mini-invasivo, Lipoaspirazione/Liposcultura e aumento delle mammelle, saranno i più eseguiti, in media, dai chirurghi plastici.

  • Interventi poco invasivi
  • Interventi standard