Chirurgia minore della mano

CISTI TENDINEE | chirurgia minore della mano

Negli interventi di chirurgia minore della mano le cisti tendinee   sono delle raccolte saccate ripiene di liquido articolare, che prende il nome di liquido sinoviale. Hanno natura benigna e sono a stretto contatto con la guaina dei tendini delle di mani e piedi o con le articolazioni. Non danno sintomi importanti se non dolore talvolta spontaneo e visibile tumefazione. Il liquido può crescere nel tempo aumentando le dimensioni della cisti che può arrivare a comprimere le strutture nervose confinanti (nervo mediano, nervo ulnare) determinando formicolii e dolore nel territorio d’innervazione corrispondente.

Le localizzazioni più frequenti sono il dorso della mano ed il polso, ma sono frequenti anche le cisti tendinee a livello del dorso del piede.

Il liquido può essere aspirato alleviando la sintomatologia ma la cisti inevitabilmente recidiva per cui si rende necessaria l’asportazione chirurgica della cisti per trattarla definitivamente. La percentuale di recidiva, è bassissima.

In anestesia locale o attraverso blocco nervoso periferico si incide la cute sovrastante e si disseca la cisti asportandola. La mano viene successivamente bendata per circa tre giorni.

Cisti Tendinea

TUNNEL CARPALE | chirurgia minore della mano

La sindrome del tunnel carpale è dovuta alla compressione del nervo mediano all’interno del tunnel in cui il nervo passa insieme ai tendini flessori della mano. Non si conoscono le cause precise coinvolte nella compressione ma sia fattori genetici, che ambientali (esposizione a traumi vibratori) oltre che patologie quali diabete mellito, obesità, ipotiroidismo, artrite reumatoide e acromegalia aumentano il rischio di sviluppare tale condizione. Le donne sono più colpite degli uomini.

Il nervo mediano, insieme ai nervi radiale ed ulnare, fa parte dei tre tronchi nervosi principali dell’arto superiore. E’ un nervo compostosia da fibre motorie che da fibre sensitive responsabili della sensibilità tattile del primo, secondo, terzo quarto dito (quest’ultimo per la sua metà).

I sintomi principale della condizione sono il donlore, i formicolii (parestesie) e l’intorpidimento dell’estremità. Le parestesie delle dita prima menzionate insorgono gradualmente e s’intensificano durante la notte, durante il sonno. Il dolore può essere invalidante per i pazienti e associato, con il passare del tempo, alla perdita di forza con eventuale atrofia dei muscoli dell’eminenza tenare (base del pollice).

La diagnosi è clinica e l’elettromiografia è uno strumento utile che può confermare il sospetto clinico del chirurgo. Il test di Phalen risulta molto utile per valutare la compressione del nervo mediano. Si fanno flettere al paziente entrambe le mani, che devono essere a contatto a livello della superficie dorsale. I formicolii e il dolore appaiono, qualora il test sia positivo, entro 60 secondi. Solitamente, quanto più è precoce la comparsa dei sintomi maggiore è la gravità della compressione.

Il trattamento è chirurgico e prevede la decompressione (release) del nervo a livello del polso con una mini-incisione di 2,5 – 3 cm. L’intervento si fa in anestesia locale e prevede il bendaggio dell’arto e l’impiego di uno splint per alcuni giorni. La tecnica endoscopica non è superiore a quella tradizionale. L’incisione guarisce nella stragrande maggioranza dei casi senza lasciare esiti importanti. La tecnica chirurgica con completo release del legamento carpale transverso è il fattore più importante per il successo della chirurgia.

TUNNEL CARPALE